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Brevi note dell'autore

Il panino dimenticato

(ovvero la vera storia della torta paesana)

Mi dicono che a scuola quando è ancora mattino

fate merenda, contenti, mangiando un panino

Ascoltate allora questa piccola favola

E se alla fine qualcosa avanzerà sulla tavola

Provate ad usare furbizia e fantasia

così che non ci sia niente da buttare via.     

                                                       

Di solito i panini non sanno raccontare,

Qualcuno sostiene che non possano parlare,

Ma io sono un panino davvero speciale,

Più buono dei dolci che si fanno a Natale.

 

Sono diventato famoso, e non dico una panzana,

Con me infatti è nata la “torta paesana”!

E pensare che tutto è successo per caso,

quando un bimbo ha creduto che io avessi un naso.

“ti avverto mammina- disse dopo avermi guardato-

non porterò mai a scuola quel pane con il naso ammaccato!”

 

In effetti il fornaio, che era ormai molto stanco,

mi impastò un po’di fretta e mi fece un bozzo sul fianco.

Mi tirò fuori dal forno, bello caldo e dorato,

ma capii subito ch’era scontento del mio risultato.

La mia forma era strana e tutti mi scartavano

Per colpa di quel “naso”, non mi comperavano.

 

Dimenticato da solo in fondo ad una gran cesta

con i miei amici panini non potevo far festa.

Rimasi insieme alle briciole e ad un poco di avanzi

Perché non ero adatto ad allietare le tavole ed i pranzi.

Mi stavo seccando, col passar delle ore,

E questo col tempo induriva il mio cuore.

 

Ma prima che il buio scendesse giù fitto

Ed una notte assai scura mi trovasse sconfitto,

Manipà prontamente mi venne a salvare

Ed impedì che qualcuno mi andasse a buttare.

Per darmi sollievo mi mise nel latte,

con lo zucchero, i pinoli, il cacao e tante uvette

 

Ci mescolò tutti insieme e diventammo amici

Perché stare vicini ci rendeva felici.

Che festa ragazzi.. e dopo mezz’ora di forno

Per noi fu l’inizio di un nuovo giorno.

Ci eravamo trasformati in un dolce squisito

E chi voleva buttarmi, fu molto pentito.

 

Non state a guardare forme e apparenze

Lasciate a chi è strano qualche speranza,

ero un panino da dimenticare,

un brutto errore da cancellare,

sono bastate solo poche attenzioni

e mi han subito scelto fra i dolci più buoni!!!

 

Note:

Il laboratorio collegato a questa filastrocca è stato sperimentato per la prima volta grazie alla collaborazione con la scuola Montessori di Casalpalocco ed alla maestra Federica in una classe di bambini di 5 anni, durante la pausa della merenda. I temi che si possono sviluppare vanno, come spesso succede, al di là delle tematiche prettamente legate al cibo. SI può prendere spunto per parlare di spreco, rispetto del diverso, ambiente. Nella ricetta correlata non vengono utilizzati ingredienti di origine animale, ma solo pane raffermo, latte di soia, uvetta, pinoli, olio, cacao, zucchero di canna e margarina, si tratta in sostanza di una ricetta vegan.

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