|
Gli omini dei ceci
C’erano una volta in
un paese lontano due bellissime bambine Greta e Adriana. La prima aveva
due grandi e dolci occhi neri e l’altra gli occhi azzurri come il cielo.
Erano molto amiche e
passavano i pomeriggi insieme a giocare. Gli piaceva fare finta di
essere delle principesse. Si travestivano con vecchi abiti, scarpe e
collane delle mamme e poi aggiungevano un po’ di trucco, le coroncine
nei capelli, le mascherine colorate per sembrare delle vere Altezze
reali.
Si divertivano tanto
che un giorno Adriana espresse forte forte il desiderio che questo bel
gioco diventasse vero. Lo espresse così forte che lo sentii anch’io (che
sono Manipà e quindi un po' magica), che ero lontana, lontana. Mi sembrò
un bel desiderio, e volevo fare in modo che si potesse realizzare.
Aspettai quindi l'occasione giusta ed il giorno in cui Adriana compiva
sei anni, proprio in quel giorno preciso, feci avverare il suo sogno.
Fu così che Adriana e
Greta diventarono principesse per davvero. Certo a sei anni erano
principesse un po’ piccoline, ma come sapete bene, non è che le cose
piccole valgano meno. E a dimostrazione di questo, sentite un po’ il
resto del racconto.
La mattina del suo
sesto compleanno la bambina con gli occhi blu, Adriana appunto, si
svegliò e si accorse di essere diventata una splendida principessa vera,
con dei lunghi capelli blu, e la bambina con gli occhi neri, Greta, che
i sei anni li aveva già compiuti poco prima diventò una altrettanto
fantastica principessa dai capelli folti e lucenti, rossi come il fuoco.
Le coroncine piene di
pietre preziose pesavano sulle loro testoline perché erano diventate di
oro zecchino, ed i vestiti, beh quelli erano fantastici, fatti di piume,
di seta, e di velluto erano belli come non se ne erano visti.
Erano sedute sui loro
piccoli troni e giocavano e chiacchieravano allegre come al solito,
quando un gran suonare di trombe annunciò una visita importante.
Si guardarono
perplesse, non aspettavano nessuno, ma al tempo stesso erano molto
curiose. Erano principesse vere adesso e si dovevano pur aspettare un
po’ di novità!
Approdarono in quel
momento sul piccolo fiume che costeggiava la reggia, una lunga serie di
curiose barchette. Piccole, ma così piccole che in realtà erano gusci
di noce, con delle splendide vele gialle e rosse che somigliavano
proprio ( o lo erano sul serio?) alle bucce luccicanti delle mele.
Adriana e Greta strizzarono gli occhi per scrutare meglio i nuovi
arrivati ed a quel punto scesero dalle strane imbarcazioni tanti ometti
impettiti e fieri, alti come un’unghia, ognuno dei quali portava fra le
due mani una grossa palla color del miele.
Sfilarono, in ordine
perfetto davanti alle principesse, fecero grandi inchini e deposero i
loro doni, perché di questo doveva trattarsi, davanti a loro Altezze
reali.
Il più anziano degli
ometti prese la parola, dopo mille inchini:
“Grandi principesse,
signore, mie regine
Veniamo numerosi
dalle campagne vicine,
Sappiamo che per voi
oggi è un giorno assai importante
Adriana compie sei
anni, ed è una cosa entusiasmante,
Greta che è sua amica
ed è una bimba assai intelligente
Omaggiamo volentieri
con lo stesso presente,
Noi siamo piccolini,
e non abbiamo grandi ricchezze
Ma per regalo vi
abbiam portato le nostre squisitezze,
Non sono lingotti
d’oro, ne pietre assai preziose
Vengono dai nostri
campi, e sono leguminose.
Hanno un piccolo nome
facilissimo da ricordare
E fra le tante virtù,
sono squisiti da mangiare.
Ve li portiamo in
dono, in questo grande giorno
E vi preghiamo di non
ridurli ad un semplice contorno
Sono come i fagioli,
le lenticchie ed i piselli
Cibo da veri re, mica
da pivelli.
Se adesso chiamate
Manipa e la portate in cucina
Vi preparerà una
salsa davvero sopraffina
Oppure un gran
risotto o anche un’insalata
Oppure una minestra
insieme alla patata.
Usando sempre i ceci
che noi vi abbiam portato
Vi dimenticherete
addirittura di mangiare il cioccolato.
Vi Auguro principesse
di rimanere sempre così belle,
E di volervi sempre
bene, come due sorelle!”
Adriana e Greta
ringraziarono l’ometto con un gran sorriso.
E pensarono che
essere vere principesse era davvero divertente.
Poi continuarono a
giocare e festeggiarono il compleanno mangiando i ceci che gli erano
stati regalati, in compagnia di questi geniali e generosi piccoli
uomini.
I ceci sembravano
sassolini d’oro ed uno tirava l’altro, come succede con le ciliegie o le
olive, non so se vi è mai capitato, non si riesce proprio a smettere!
Scritto da Manipà
appositamente per il
compleanno di Adriana
23 Gennaio 2010
Questa favola è stata letta in occasione della
festa di Adriana, durante la festa i ceci cotti sono stati messi nelle
ciotoline al posto delle patatine come snack. Il pranzo è stato composto
da una corona di riso con ceci al sugo, polpettone di soia con
broccoletti e ceci per decorazione, e torta di carote ripiena di frutta
(ricette sul blog).
Inoltre si sono costruite le barchette con le noci
e le bucce di mele ed le bambine hanno avuto a disposizione
travestimenti per giocare alle principesse "vere". |